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야고보서 1장 Giovanni Diodati Bible (1649)

일반서신 · James · Giovanni Diodati Bible (1649) · 27절

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야고보서 1장은 야고보가 흩어진 열두 지파에게 보낸 인사로 시작한다. 시련 속의 인내, 믿음으로 지혜를 구하는 일, 욕심과 죄의 관계, 말씀을 듣기만 하지 않고 행하는 일, 참된 경건을 차례로 다룬다.

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1야고보서 · Giovanni Diodati Bible (1649)
1GIACOMO, servitor di Dio, e del Signor Gesù Cristo, alle dodici tribù, che son nella dispersione; salute.
2REPUTATE compiuta allegrezza, fratelli miei, quando sarete caduti in diverse tentazioni; 해설
3sapendo che la prova della vostra fede produce pazienza.
4Or abbia la pazienza un’opera compiuta; acciocchè voi siate compiuti ed intieri, non mancando di nulla.
5Che se alcun di voi manca di sapienza, chieggala a Dio, che dona a tutti liberalmente, e non fa onta, e gli sarà donata. 해설
6Ma chieggala in fede, senza star punto in dubbio; perciocchè chi sta in dubbio è simile al fiotto del mare, agitato dal vento e dimenato. 해설
7Imperocchè, non pensi già quel tal uomo di ricever nulla dal Signore;
8essendo uomo doppio di cuore, instabile in tutte le sue vie.
9Or il fratello che è in basso stato si glorii della sua altezza.
10E il ricco, della sua bassezza; perciocchè egli trapasserà come fior d’erba.
11Imperocchè, come quando è levato il sole con l’arsura, egli ha tosto seccata l’erba, e il suo fiore è caduto, e la bellezza della sua apparenza è perita, così ancora si appasserà il ricco nelle sue vie.
12Beato l’uomo che sopporta la tentazione; perciocchè, essendosi reso approvato, egli riceverà la corona della vita, la quale il Signore ha promessa a coloro che l’amano. 해설
13Niuno, essendo tentato, dica: Io son tentato da Dio; poichè Iddio non può esser tentato di mali, e altresì non tenta alcuno.
14Ma ciascuno è tentato, essendo attratto e adescato dalla propria concupiscenza.
15Poi appresso, la concupiscenza, avendo conceputo, partorisce il peccato; e il peccato, essendo compiuto, genera la morte.
16Non errate, fratelli miei diletti:
17ogni buona donazione, ed ogni dono perfetto, è da alto, discendendo dal padre dei lumi, nel quale non vi è mutamento, nè ombra di cambiamento.
18Egli ci ha di sua volontà generati per la parola della verità, acciocchè siamo in certo modo le primizie delle sue creature.
19PERCIÒ, fratelli miei diletti, sia ogni uomo pronto all’udire, tardo al parlare, lento all’ira.
20Perciocchè l’ira dell’uomo non mette in opera la giustizia di Dio.
21Perciò, deposta ogni lordura, e feccia di malizia, ricevete con mansuetudine la parola innestata in voi, la quale può salvar le anime vostre.
22E siate facitori della parola, e non solo uditori; ingannando voi stessi.
23Perciocchè, se alcuno è uditor della parola, e non facitore, egli è simile ad un uomo che considera la sua natia faccia in uno specchio.
24Imperocchè, dopo ch’egli si è mirato, egli se ne va, e subito ha dimenticato quale egli fosse.
25Ma chi avrà riguardato bene addentro nella legge perfetta, che è la legge della libertà, e sarà perseverato; esso, non essendo uditore dimentichevole, ma facitor dell’opera, sarà beato nel suo operare.
26Se alcuno pare esser religioso fra voi, e non tiene a freno la sua lingua, ma seduce il cuor suo, la religion di quel tale è vana.
27La religione pura ed immacolata, dinanzi a Dio e Padre, è questa; visitar gli orfani, e le vedove, nelle loro afflizioni; e conservarsi puro dal mondo.

Giovanni Diodati Bible (1649)
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